La tradizione artistica
Annoverato tra i teatri più prestigiosi costruiti a Roma sul finire del XVII
secolo, il Capranica, grazie alle sue straordinarie virtù acustiche e alla magnificenza
del suo spazio, ha avuto una vita artistica intensa e gloriosa.
Per oltre due secoli,
sino alla fine dell'Ottocento, ha infatti rappresentato un centro nevralgico di
cultura teatrale e musicale.
L'attività musicale fu avviata nel 1679, acquisendo risonanza internazionale con
l'allestimento di alcune opere di uno dei massimi compositori barocchi: Alessandro
Scarlatti.
Molti altri celeberrimi compositori del Settecento - Vivaldi, Albinoni,
Paisiello, Galuppi, Stradella, Caldara, D. Scarlatti, Leo, Porpora, Pasquini,
vi ebbero rappresentati, con straordinario successo, i propri lavori.
Tutti i grandi cantanti dell'epoca - Farinelli, Caffarelli, Carestini, solo per
citarne i più famosi - calcarono le tavole di questo palcoscenico, che fu protagonista
di numerose serate tra le più apprezzate dall'alta mondanità romana e musicalmente
più significative mai rappresentate a Roma.
Anche sul versante prettamente teatrale non mancarono produzioni di prosa di grande
rilievo, fra le quali spiccano quelle realizzate per i alcuni testi di Goldoni.
L'ultima opera rappresentata al Capranica fu Ernani di Giuseppe Verdi nel 1881;
quindi il Teatro venne chiuso e fu riaperto come sala cinematografica nel 1922.
Dopo un silenzio durato oltre un secolo, il Capranica è tornato a "suonare" nel
2002, riconsacrato alla musica per iniziativa del Centro Congressi che ne ha voluto
valorizzare nuovamente le straordinarie caratteristiche naturali, e che tuttora
fanno del Teatro uno scenario ideale per l'allestimento di spettacoli musicali
e teatrali del più alto livello.
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