Hotel Nazionale Roma, nel centro storico della città eterna
Hotel Nazionale Roma - Storia dell'Hotel
Hotel Nazionale Roma - Storia

L'obelisco, una lunga stele di granito rosa, fu in orgine innalzato ad Eliopoli per commemorare la vittoria del faraone Psammetico II (594-589 a.C.) sugli Etiopi, e, una volta a Roma, fu sistemato in piazza S. Lorenzo in Lucina come gnomone di una colossale meridiana. Caduto in seguito ad un incendio, rimase sepolto fino alla fine del Cinquecento, quanto se ne cominciò a tentare l'estrazione. Nel 1792 infine, coronato da un globo di bronzo con gli emblemi dell'allora pontefice Pio VI (1775-1799), fu innalzato nel sito attuale dall'architetto Giovanni Antinori, sullo sfondo della scenografica facciata di Palazzo Montecitorio e di fronte al palazzetto dove ha sede l'Hotel Nazionale. Ma l'elemento che maggiormente conferisce prestigio alla piazza è il palazzo, sede dal 1871 della Camera dei Deputati, commissionato nel 1650 al Bernini da Papa Innocenzo X (1644-1655), per destinarlo alla nipote Olimpia Pamphili. All'intervento berniniano, bruscamente interrotto nel 1654, seguì una seconda fase diretta da Carlo Fontana e voluta da Innocenzo XII (in quel frangente fu destinato a sede dei Tribunali col nome di Curia Innocenziana). Reso ancor più prestigioso dal contesto eminente in cui è inserito, l'Albergo Nazionale mostra forme architettoniche essenziali ed eleganti, articolato su tre livelli e due ammezzati scanditi da semplici finestre architravate. Esso fu fin dall'inizio dell'attività testimone e protagonista della prestigiosa tradizione alberghiera che aveva reso celebre il Tridente, la zona cioè attraversata da moltitudini di viaggiatori ed animata da alcune delle più celebri locande ed osterie della città. Lo stesso prestigio, perpetuatosi nei secoli, caratterizza ancor oggi l'Albergo, in grado di offrire alle frequentazioni internazionali che lo contraddistinguono, raffinatezza e funzionalità.

Hotel Nazionale Roma