Il Foro era il centro religioso, politico e commerciale di Roma. La visita di questa grande area archeologica, ai piedi del Palatino, ci fa comprendere la grandiosità dell’Impero Romano.

Il Foro era il centro religioso, politico e commerciale di Roma. La visita di questa grande area archeologica, ai piedi del Palatino, ci fa comprendere la grandiosità dell’Impero Romano. Sebbene non sia facile immaginare come dovesse essere un tempo, a causa dei saccheggiamenti e danni subiti nei secoli, possiamo immaginare il fasto dell’antica Roma da ciò che è visibile ancora oggi.

Si accede con un biglietto unico che include il Foro Romano, il Colosseo e il Palatino.
E’ il complesso museale a pagamento più visitato in Italia (quasi 6.500.000 nel 2016)!

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Fra gli elementi eretti da ammirare, all'estremità della via Sacra, c’è il maestoso Arco di Settimio Severo (203 d.C.), in onore dell’imperatore omonimo e dei due figli Geta e Caracalla. Quando quest’ultimo assassinò il fratello – a quanto pare a Roma era una cosa comune! – ne fece rimuovere il nome dall’iscrizione.

Vicino all’arco, ai piedi del Tempio di Saturno, c’era l'Umbilicus Urbis ("ombelico della città"), che segnava il centro della città, e il Milliarium Aureum, una colonna, un tempo d’oro, dalla quale si misuravano le distanze stradali di tutto l’Impero, partendo da Roma.

Sempre nei pressi dell’arco c’era la tribuna degli oratori dalla quale, si dice, Marco Antonio chiese agli amici di essere ascoltato dopo l’assassinio di Giulio Cesare - così almeno la racconta Shakespeare – un tempo la tribuna era adornata dalle prue delle navi, dette rostri, provenienti dalla battaglia di Anzio. In quest’area non pavimentata sono stati ripiantati una vite, un fico e un ulivo.

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Le 8 colonne in granito, rimaste in piedi appartengono al Tempio di Saturno (497 a.C.) che custodiva l’Aerarium, ovvero il tesoro dello Stato: è stato stimato che durante il regno di Cesare ci fossero 13 tonnellate d’oro e 30 milioni di monete d’argento (i famosi sesterzi). Poco distante si possono vedere altre 3 colonne del Tempio di Vespasiano e le 12 colonne del Portico degli Dei Consenti (ma 5 sono ricostruite).

A poca distanza, al centro del Foro Romano, la Colonna di Foca, alta 13,5 metri, che risale al 608 d.C.

Curiosità

Lo sapevi che.. fino al 1816 nessuno sapeva cosa fosse, fino a quando Lady Elizabeth Foster ne mise in luce il piedistallo. La colonna fu eretta per ringraziare l’imperatore Bizantino Foca di aver donato il Pantheon al Papa.

Restano invece solo le fondamenta, i gradini e pezzi di colonne della immensa Basilica Iulia iniziata da Giulio Cesare nel 54 a.C. (da cui il nome). Qui esercitavano i magistrati che si occupavano di cause civili, divisi in quattro tribunali. Sembra che ci fosse molta confusione durante i dibattimenti, tra avvocati che gridavano e spettatori pagati per applaudire in caso di vittoria!

L’edificio in mattoni che si staglia ai margini del Foro, è la Curia, sede dell’antico Senato, ricostruita qui per volere di Giulio Cesare, e poi trasformata dal Papa Onorio I in chiesa nel Medioevo, salvo venire riportata all’aspetto originario nel 1937.

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Costeggiando ciò che resta del Tempio di Castore e Polluce, tre belle colonne corinzie e un pezzo di cornice, dirigiti a est per ammirare la Casa delle Vestali, ovvero le ragazze vergini che dedicavano la propria vita a tenere acceso il fuoco sacro di Vesta, divinità del focolare domestico. Belle le vasche con ninfee e pesci, attorno alle quali sono posizionate statue che raffiguravano le sacerdotesse più importanti. Puoi ammirare anche un pezzo del Tempio di Vesta con la sua forma circolare.

Dall’altra parte non puoi non notare il Tempio di Antonino e Faustina, inglobato in una chiesa barocca del 1600 e la grande Basilica di Massenzio e Costantino, iniziata dal primo e finita dal secondo (315 d.C.), lunga 100 metri e larga 65. Era la sede del tribunale.

Curiosità

Lo sapevi che.. pare che Michelangelo si ispirò a questa basilica, quando progettò la Cupola di San Pietro.

Alla fine di questo sentiero si giunge all’Arco di Tito, che riporta verso il Colosseo, costruito nell’81 d.C. dall’imperatore Domiziano per ricordare la vittoria del fratello contro la ribellione degli ebrei in Palestina. Per custodire il tesoro del tempio di Gerusalemme trafugato in quell’occasione fu costruito il Tempio della Pace, Foro di Vespasiano.

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Via via che Roma si ingrandiva il Foro si rivelò troppo piccolo, e già Giulio Cesare nel 46 a.C. ne fece costruire uno nuovo. E cosi fecero anche altri imperatori: Augusto (42 a.C.), Vespasiano (70 d.C.), Nerva (97 d.C.) e Traiano (112 d.C.) dando vita a quelli che oggi vengono chiamati Fori Imperiali.

La gran parte di tutto questo è andato distrutto, sepolto o coperto, sia dall’avanzare della città, che dalla idea di Mussolini di creare una via di raccordo fra il Colosseo e Piazza Venezia, detta appunto via dei Fori Imperiali.

Per fortuna sotto si continua a scavare…

Fra i tanti modi di visitare i Fori Imperiali, uno molto suggestivo è quello in notturna con luci e suoni, e il commento di Piero Angela (con traduzione in più lingue).


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