Il Barocco Romano ruota intorno a 3 grandi personaggi che vissero fra la fine del 1500 e l’inizio del 1600: Caravaggio, Bernini e Borromini.

Il Barocco Romano ruota intorno a 3 grandi personaggi che vissero fra la fine del 1500 e l’inizio del 1600: Caravaggio, Bernini e Borromini. Del genio tumultuoso di Caravaggio abbiamo già parlato in questo blog, proponendo un itinerario di 1 giorno fra chiese e musei.

Parliamo ora di Bernini e Borromini, due artisti che seppure contemporanei e dotati di indiscusso talento, vengono spesso contrapposti. Del resto la loro rivalità è passata alla storia e aneddoti sugli “scontri” fra i due architetti vengono narrati più o meno da tutte le guide turistiche. Entrambi lavorarono anche grazie al mecenatismo papale, nel primo caso grazie a Urbano VIII, nel secondo Innocenzo X, e contribuirono a rendere Roma ancora più bella. Anche a livello di carattere pare fossero agli antipodi: Bernini era napoletano, solare, carismatico, al contrario di Borromini, lombardo, più ombroso.

Gian Lorenzo Bernini a Roma

Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) ha progettato Piazza San Pietro, con il colonnato pensato come se volesse accogliere i fedeli, e il celebre baldacchino dentro alla chiesa, per la costruzione del quale fu saccheggiato il bronzo del Pantheon.

Oltre a svariate chiese, palazzi e piazze, Bernini costruì bellissime fontane:

  • la “Barcaccia” in piazza di Spagna, immortalata dai turisti di tutto il mondo
  • la Fontana dei Quattro Fiumi in piazza Navona (1651), davanti alla Chiesa di Sant’Agnese costruita dal rivale; in molti vi racconteranno che per questa ragione la statua che rappresenta il Nilo si copre gli occhi disgustata, ma… è una leggenda dal momento che la chiesa fu terminata dopo la fontana!
  • in piazza Barberini la Fontana del Tritone con il dio marino che soffia uno zampillo d’acqua, sorretto da 4 delfini, nelle cui code sono intrecciati i simboli papali e la più “modesta” Fontana delle Api anch’essa commissionata dal Papa, che doveva servire come abbeveratoio per i cavalli (purtroppo quella odierna è una copia).

Fra i vari palazzi è doveroso citare, vista la vicinanza al nostro hotel, Palazzo Montecitorio iniziato nel 1750 da Bernini e oggi sede della Camera dei Deputati.

Come scultore il suo capolavoro indiscusso è Apollo e Dafne statua che “immortala” la ninfa nell'atto di trasformarsi in albero, per sfuggire al dio. Si trova dentro la Galleria Borghese. Non da meno il Ratto di Proserpina.

Bellissimi anche gli Angeli sul ponte S.Angelo.

Dell’elefante sull’obelisco in piazza della Minerva abbiamo già parlato.

Francesco Borromini a Roma

Francesco Borromini (1599-1667) progettò fra le tante opere, la Chiesa ovale di San Carlo alle Quattro Fontane e quella di Sant’Ivo alla Sapienza - che si può ammirare anche dalle finestre dei piani alti del nostro hotel - dove è palese la sua incredibile tecnica architettonica nel lavorare su geometrie complesse, alternando pareti concave e complesse.

In questa chiesa dovette confrontarsi con spazi ridotti e si inventò soluzioni originali per ovviare a questo problema, come la pianta stellare a 6 punte. Insolito anche il lanternino a spirale sopra la cupola, che rende questa chiesa facilmente individuabile nello skyline romano.

Sempre sua la scala elicoidale dentro Palazzo Barberini e la galleria prospettica nel cortile di Palazzo Spada. Quest’ultima è un colonnato lungo meno di 10 metri, che paiono 20 o 30, che termina con una siepe che sembra vera ma… è di pietra (perché Borromini non si fidava della capacità dei giardinieri di tagliarla alla giusta altezza) e una statua che da lontano sembra a grandezza d’uomo ma a potersi avvicinare si scoprirebbe che è piccolissima (più o meno altezza anca). Il gioco prospettico è reso possibile dall’altezza decrescente delle colonne, il soffitto che scende e il pavimento in salita.

Unica nel suo genere la Cappella Spada, dentro chiesa di San Girolamo della Carità, con decorazioni in marmo policromi, che imitano drappi di damasco e velluto.

Borromini lavorò anche alla Chiesa S.Agnese in piazza Navona fra il 1653 e il 1657, da cui l’aneddoto della fontana sopra raccontato.

Un edificio forse meno noto, ma che merita una sosta è il Collegio di Propaganda Fide, del quale progettò la bella facciata poco prima di morire. Alcuni vedono nel moto incessante dei suoi volumi, e il continuo contrasto fra superfici concave e convesse, un sintomo della irrequietezza che lo portò a suicidarsi pochi anni dopo.

Che voi preferiate Bernini o Borromini, siamo certi che entrambi meritino di essere ammirati, e non possiamo che ringraziarli per aver reso celebre il Barocco Romano in tutto il mondo, contribuendo alla bellezza della nostra Capitale.


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