Il Ghetto è una zona di Roma che merita una visita: scopri qui cosa visitare e dove fermarti per una sosta gastronomica: la cucina ebraica è famosa in tutta Roma!

Il ghetto è un piccolo quartiere di Roma di origine ebraica i cui confini furono delimitati nel 1555 da Papa Paolo |V e all’interno dei quali vi era l’obbligo di residenza di tutti gli ebrei romani. Dopo la liberazione avvenuta a fine Ottocento, gran parte di quest'area venne demolita, ma ci sono ancora oggi alcuni resti che è possibile visitare attraverso una suggestiva passeggiata tra piccole vie e piazzette.

La parola ghetto è di stampo Veneziano e proviene dal termine gheto, ovvero un’area limitata dove gli ebrei erano costretti a vivere.

COSA VISITARE AL GHETTO

L’ingresso principale del ghetto era costituito dal Portico d’Ottavia che venne costruito nel || secolo a.C. sopra un precedente portico innalzato da Quinto Cecilio Metello nel 146 aC e ricostruito anche da Settimio Severo e Caracalla. Restaurato nel periodo di Augusto per essere appunto dedicato alla sorella Ottavia, racchiudeva con un duplice colonnato ornato da statue i templi di Giunione Regina e di Giove, oltre alla biblioteca di Ottavia.

portico ottavia

Sulle sue rovine, nel medioevo sorse la Chiesa di Sant’Angelo in Pescheria. Il nome della chiesa allude alla funzione di mercato del pesce svolta dal portico in epoca medioevale. Una lapide a destra dell'arco ricorda un singolare privilegio per i Conservatori del mercato: potevano tenersi le teste dei pesci molto grandi...

Passeggiando per le piccole viuzze del ghetto romano si incontrano alcune piccole piazze, come Piazza delle Cinque Scole dove sorge la Fontana del Pianto che venne edificata da Giacomo della Porta nel XV| secolo.

Andando avanti, si trova un’altra fontana molto particolare e con una storia singolare, si tratta della Fontana delle Tartarughe anche questa costruita sulla base di un progetto di Giacomo della Porta. Secondo la storia legata a questa fontana, pare che il duca Mattei volesse sfoggiare al padre della donna amata il suo potere, e lo fece facendo costruire la fontana davanti la sua finestra in una sola notte!
Le tartarughe presenti sulla fontana vennero poi aggiunte dal Bernini nel 1658.

Procedendo verso il Tevere incontriamo il Ponte Fabricio (62 a.C.) detto anche dei Quattro Capi o Ponte Judaeorum, perché segnava il percorso che portava gli ebrei da Trastevere al ghetto, e collega l’Isola Tiberina alla sponda del Tevere. Dall'altro lato l'isola è collegata al lungotevere degli Anguillara dal Ponte Cestio, ricostruzione di fine Ottocento di quello originale (46 a.C.) costruito appunto da Lucio Cestio e del quale è rimasta l'arcata centrale. Nella punta meridionale dell'isola è invece visibile ciò che resta del ponte Rotto, il primo ponte in pietra costruito a Roma (181-179 a.C.).

La sinagoga

Prima di procedere oltre il fiume, è impossibile non notare la Sinagoga o Tempio Maggiore, al cui interno si trova il museo Ebraico (che organizza anche visite guidate del quartiere ebraico). Essa è importante poiché rappresenta un punto di ritrovo e di riferimento per la comunità ebraica di Roma.

sinagoga roma

Fu costruita tra il 1899 e il 1904 da Osvaldo Armanni e Vincenzo Costa, presenta due piani a pianta quadrata e il progetto fu concepito in modo tale che essa fosse visibile da ogni punto panoramico della città ed è caratterizzata da uno stile che è un mix tra il Liberty e l'arte babilonese. Una particolarità della Sinagoga è che essa venne edificata tra i due simboli che rappresentano la libertà di Roma ovvero il Campidoglio e il Gianicolo.

L'Isola Tiberina

In un'ansa del Tevere si trova l'Isola Tiberina. Si tratta di una vera “chicca” che consigliamo di visitare, ed è considerata da alcuni l’Isola abitata più piccola del mondo.

ponte isola tiberina

La leggenda più famosa di questa piccola Isola è legata al dio della medicina Esculapio che, arrivato a Roma dall'antica Grecia nel 293 a.C. per debellare la peste, qui piantò il suo bastone dopo esser saltato giù dalla nave; sulla banchina orientale oggi si può osservare una figura di Esculapio col serpente attorcigliato a un bastone - simbolo della medicina - e la forma stessa dell'isola, come fosse il profilo di una nave, ci ricorda questa leggenda.

Dentro l'isola trova sede anche l'Ospedale Fatebenefratelli, un tempo ricovero per malati gestito dai frati, nonchè lazzaretto durante la peste del 1656.

LA CUCINA DEL GHETTO

Se alla fine del vostro percorso tra le vie del ghetto ebraico romano avete voglia di un buon piatto caldo e di un po’ di relax non sarà necessario spostarvi di molto! Infatti avrete la possibilità di degustare ottimi piatti di cucina Kosher, tradizionale cucina ebraica. La parola kosher significa “consentito” o “a regola”, in ogni ristorante infatti ci si assicura che non vengano cucinati insieme carne e latticini (questa è una delle regole principali rispettate dalla tradizione ebraica).

taverna del ghetto

Un ingrediente principale della gastronomia kosher è sicuramente il pesce, che viene preparato in diversi e gustosissimi modi. Potrete ordinare un ottimo brodo di pesce, del baccalà o anche del pesce ripieno. Se deciderete di deliziare il vostro palato ed esplorare la cucina ebraica non potrete non assaggiare i famosi carciofi alla giudia. Dove mangiare questi piatti? Sono molti i locali kosher del ghetto, ma ne riportiamo alcuni dei più famosi - e buoni! - come La Taverna del ghetto, Nonna Betta, Bella Carne, Ba’Ghetto, Sora Margherita e per finire con un buon dolce potrete fare una piccola sosta all’Antico Forno Boccione, una pasticceria dove degustare un’ottima crostata di ricotta e visciole, o dei bruscolini caldi. E' molto consigliata anche la Pizza di Beridde, una squisita pizza dolce di tradizione ebraico-romana. O ancora l'Antico forno Urbani.

Cenni storici sul ghetto di Roma

Gli ebrei sono presenti a Roma fin dal II secolo a.C. Dai tempi di grandi privilegi, come gli anni dell'impero di Cesare, hanno poi visto peggiorare la propria condizione nei secoli, via via che il Cristianesimo, da setta perseguitata, divenne religione ufficiale, fino a giungere al 14 luglio 1555, data in cui il Papa Paolo IV impose agli ebrei di Roma di vivere dentro il ghetto, ovvero un'area separata dai cristiani, chiusa da mura, con due porte che venivano chiuse al tramonto e riaperte al mattino.

Il ghetto fu "riaperto" nel 1848 e demolito a cominciare dal 1870. Dopo poco fu infatti edificata anche la nuova Sinagoga.

Purtroppo una seconda fase di persecuzione durante il periodo nazista, vide partire proprio da qui i rastrellamenti di un migliaio di ebrei, portati nei campi di sterminio di Auschwitz. Se vi fermate in via della Reginella, all'altezza del numero civico 2, ci sono alcuni sanpietrini in ottone, con incisi i nomi di alcune vittime, a memoria dell'olocausto.


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