Itinerario di un paio d'ore fra Trastevere e Gianicolo

Ecco un itinerario a Roma di un paio d'ore fra Trastevere e il Gianicolo. Ovviamente il percorso può essere allungato o accorciato, a seconda delle soste.

Trastevere

Il trans tiberim, ovvero oltre Tevere, era fino ai tempi di Augusto una zona fuori dalle mura della città. Per secoli è stata una zona commerciale e popolare, e ancora oggi costituisce un affresco di Roma molto pittoresco e con un'identità ben precisa. Perdersi fra i vicoli medievali di Trastevere, fermandosi davanti a una chiesa, o a mangiare in una delle numerose trattorie, per poi salire al Gianicolo, rappresenta un bell'itinerario da percorrere in un paio d'ore o poco più. Trastevere è un quartiere pittoresco, ma anche pieno di ristoranti e locali, nonché di attrazioni storiche culturali.

Storia del borgo - A fine Duecento il borgo di Trastevere divenne il 13esimo rione di Roma, sotto la giurisdizione del Papa. Il collegamento era garantito da Ponte S.Maria, e dai ponti Fabrizio e Cestio tramite l’isola tiberina, poi dal 1473-75 fu costruito ponte Sisto, così chiamato dal Papa omonimo che lo fece costruire (è lo stesso che commissionò anche la Cappella Sistina!).

Da vedere

La Chiesa Santa Cecilia in Trastevere - la chiesa dedicata alla Santa martire protettrice della musica, martirizzata nel 230 d.C. fu edificata dove si dice vivesse la Santa. Bello il mosaico absidale, il Baldacchino di Arnolfo di Cambio, e l'affresco "Il Giudizio Universale" capolavoro della pittura pregiottesca di Piero Cavallini (1289-1293).
Negli scavi archeologici sotterranei ci sono alcuni resti romani del 2° e 4° secolo con addirittura una vasca battesimale circolare - rarissimo in Roma il battesimo per immersione! - che per l'ennesima volta ci raccontano la stratificazione della città.

Piazza Santa Maria in Trastevere e omonima chiesa - è il cuore del rione, con caffè e turisti che l'affollano. Non è raro trovare qualcuno che suona davanti ai turisti seduti sui gradini della fontana (del 1692).

La Basilica di Santa Maria in Trastevere è famosa per i mosaici interni di Pietro Cavallini (13esimo secolo) e quelli esterni sulla facciata (12esimo secolo). Notevole l'interno con il soffitto ligneo interno, nonchè, all’altare, la celebre Madonna della Clemenza, e la Cappella Avila.
E’ la prima chiesa di culto cristiano edificata a Roma, eretta già nel 3° secolo (337-352): nonostante aggiunte successive ha mantenuto i tratti medievali.
Leggenda vuole che sia stata costruita nel punto in cui avvenne un miracolo: l'eruzione di olio dal terreno, interpretato come annuncio della venuta del Messia.

Girovagare fra i vicoli - dalla piazza ci si può avventurare fra i vicoli, come "Vicolo della Fonte D’Olio" o il tortuoso "Vicolo del Piede", una pittoresca viuzza con ristoranti lungo la strada. Da piazza S.Maria in Trastevere inoltrandoci in via della Paglia ecco la zona più caratteristica del rione, un vero dedalo di vie e vicoli. Il consiglio è quello di vagare senza meta finché se ne ha voglia, scattando foto ai dettagli più caratteristici. Un labirinto di stradine e palazzi coperti di edera è la classica immagine cartolina che abbiamo di Trastevere.

Si può fare una sosta nella piazza triangolare di sant’Egidio, piena di bar e caffè, o entrare nel Museo di Roma in Trastevere, un museo del folklore, con usi e aneddoti, nonché superstizioni della Roma dei Papi.

Fra le piazze, sempre partendo da Santa Maria in Trastevere ci si può spingere in Piazza de Renzi con belle case medievali o verso la piazza di san Cosimato, con il mercato all’aperto di mattina.

Villa Farnesina e Raffaello

Credits foto: http://www.villafarnesina.it/

Durante il Rinascimento era usanza comune per le famiglie ricche romane costruire ville nella zona vicino il fiume, come la Villa Farnesina, del banchiere Agostino Chigi. E proprio nella parte nord del quartiere, fra il fiume e il Gianicolo, è il luogo in cui Raffaello amoreggiava con la figlia di un fornaio. Tutti conoscono la Casa della Fornarina, dove si dice vivesse la bella modella del pittore... non ci sono notizie certe, ma pare fosse Margherita, la figlia del fornaio che viveva in Trastevere, vicino alla Villa Farnesina, che Raffaello doveva affrescare. Per molti sarebbe appunto la ragazza ritratta nell'omonimo quadro "La Fornarina" visibile nella Galleria interna a Palazzo Barberini, e per alcuni anche nel quadro "La dama velata" visibile a Firenze (Palazzo Pitti).

La Villa è visitabile tutte le mattine, esclusi festivi, dalle 9.00 alle 14.00.

Se amate i musei vale una sosta alla Galleria Corsini, lì adiacente (visitabile con un biglietto cumulativo che include anche Palazzo Barberini).

La Porta Settiminiana, ricostruita nel 1498, che separa Trastevere dal Gianicolo, si riconosce facilmente perchè è coronata da merli ghibellini; la precedono a sinistra la salita alberata di via Garibaldi e a destra in via Santa Dorotea al civico 19°/20 appunto la casa della Fornarina.

Se si dispone di più tempo merita una visita l’Orto Botanico costruito a fine ‘800, quando i giardini di Palazzo Corsini furono assegnati all’Università di Roma, che occupa una superficie grande 12.000 mq. Ospita migliaia e migliaia di specie. Sono stati ricostruiti anche alcuni ambienti desertici californiani e messicani. Ci sono un lago artificiale, un giardino roccioso, e persino il giardino giapponese nel quale, durante la fioritura dei ciliegi (hanami), viene organizzata la cerimonia del tè!

Credits foto: https://www.facebook.com/ortobotanicoroma

Se non volete abbandonare la parte più pittoresca del rione, Via S. Dorotea sbocca in una piazzetta con la chiesa S. Giovanni della Malva e da lì si giunge alla famosa piazza Trilussa del 1800, con il monumento al poeta romanesco Salustri (Trilussa ero lo pseudonimo). Riprendendo via del Moro si torna verso Piazza de Renzi  e piazza di Santa Maria.

Lasciando Trastevere

Il Tempietto del Bramante - Per salire al gianicolo la lunga via Garibaldi, faticosa da percorrere tutta a piedi, passa anche da san Pietro in Montorio, sede del Tempietto del Bramante, uno dei primi edifici rinascimentali progettato da Bramante, nel chiostro del convento dei francescani San Pietro in Montorio. Terminato nel 1508 è un capolavoro rinascimentale, caratterizzato dalla pianta circolare che ricorda i templi dell'antica Roma. La leggenda vuole che sia stato costuito nel punto esatto dove è avvenuto il martirio di San Pietro (la famosa crocifissione a testa in giù). Un secolo dopo Bernini aggiunse la scala, ma l’equilibrio delle proporzioni e altre scelte architettoniche ne fecero un modello per tutta l’architettura del primo '500 a Roma.

Gianicolo

Credits on Instagram: erik_vind

Il Gianicolo prende nome da Giano, dio romano che qui veniva venerato. Nei secoli è stato un colle deputato alla difesa della città: anche Garibaldi combattè qui  fronteggiando le truppe francesi. Durante la campagna per l’Unità d’Italia, Garibaldi cercava di difendere Roma dalle truppe francesi chiamate dal Papa per ripristinare l’ordine. Il 2 luglio 1849 i francesi entrarono in città, ma il coraggio mostrato è ricordato dal monumento di Garibaldi e della moglie, posti a 200 metri di distanza l'uno dall'altra.

Proprio la Porta di San Pancrazio ospita il Museo Garibaldino con cimeli dell’eroe e familiari.

La salita tramite via Garibaldi e la stessa passeggiata panoramica furono realizzati a fine 1800 in occasione di Roma Capitale. La veduta panoramica vicino alla statua di Garibaldi a cavallo è una delle più famose di Roma. Da notare alla base della statua la scritta “Roma o morte”! Poco più avanti c'è il monumento alla moglie Anita, sepolta sotto la statua!. Bello il panorama anche dal punto davanti a Villa Lante.

Curiosità:

  • Il Faro Manfredi fu donato a Roma dagli italiani emigrati in Argentina 1911.
  • Il Cannone spara a salve ogni giorno a mezzogiorno! Nel famoso film "La grande bellezza" la parte iniziale comincia proprio dal Gianicolo, con lo sparo del cannone.

Fontana Acqua Paola - una delle attrazioni più famose del Giancolo è la grande fontana, della quale abbiamo già parlato, eretta da Paolo V nel 1612 per celebrare il restauro dell’acquedotto Traiano (del 2° secolo) che porta l’acqua tuttoggi dal Lago di Bracciano (distante km!). Le 4 colonne rosa provenivano dalla facciata dell’antica Basilica di San Pietro, mentre i grandi blocchi di marmo dal Foro. La vasca a semicerchio davanti aggiunta da Carlo Fontana nel 1690.

Per tornare in centro è possibile prendere il bus 870 da viale Aldo Fabrizi.


Back to Blog

Condizioni di prenotazione

Questo è il nostro sito ufficiale, migliore tariffa garantita.

Il nostro blog

Blog Hotel Nazionale