Uno dei monumenti più visibili di tutta Roma è il Vittoriano, in piazza Venezia, chiamato anche Altare della Patria. Qui trovate la storia, le curiosità e la spiegazione della sua importanza per l'Italia.

Come accennato nello scorso post, uno dei monumenti più visibili di tutta Roma è il Vittoriano, in piazza Venezia. Spesso viene chiamato anche Altare della Patria, in realtà quest’ultimo è solo una parte del complesso, aggiunta successivamente al progetto originario.

Storia e Architettura

Il Vittoriano fu costruito a partire dal 1885 su progetto di Giuseppe Sacconi – e alla sua morte ci lavorarono anche Gaetano Koch, Pio Piacentini e Manfredo Manfredi - per commemorare l’Unità d’Italia e rendere onore al primo Re d’Italia, Vittorio Emanuele II, la cui statua a cavallo è ben visibile nel centro del complesso.

L’architetto voleva in qualche modo rifarsi alla cultura greca e ai grandi templi dell’antichità, in particolare Sacconi si ispirò al famoso Altare di Pergamo (oggi visibile a Berlino).

Il progetto puntava a realizzare una sorta di Agorà o di Foro, sopraelevato rispetto alla città - venne scelto come luogo il Campidoglio, di cui abbiamo parlato nello scorso post, proprio per la sua valenza storica politica nei secoli – dove i visitatori potessero muoversi fra colonnati, portici e grandi terrazze che scendono con ampie scale verso Piazza Venezia.

Fu completato in tempo per celebrare i primi 50 anni dell’Unità d’Italia e solo qualche anno dopo furono aggiunte le famose quadrighe in bronzo (1927). L’Altare della Patria venne ufficialmente inaugurato nel 1925 dopo la tumulazione del Milite Ignoto dopo la Prima Guerra Mondiale (1921) per ribadire la valenza simbolica di questo monumento. Le spoglie di un soldato senza nome avrebbero simboleggiato qualsiasi soldato italiano morto in guerra.
Il giorno della cerimonia parteciparono oltre 1 milione di persone!

Un simbolo per l’Italia

Molti lo associano a Mussolini, e al periodo fascista: le principali manifestazioni del periodo ebbero luogo qui, a cominciare dalla celebre Marcia su Roma del 1922, che qui si concluse. Inoltre era una sorta di anfiteatro naturale sul quale gli italiani stavano per ascoltare i discorsi del Duce dal balcone di Palazzo Venezia.

Dopo la caduta del fascismo e la fine delle guerre, il Vittoriano subì un lungo periodo di oblio, mescolato a imbarazzo per la memoria storica legata appunto al fascismo. A seguito di un attacco terroristico del 1969 venne chiuso al pubblico e restò in stato di quasi abbandono per 40 anni. Nel 2000, dopo un restauro accurato, venne riaperto al pubblico grazie all’intervento del presidente Ciampi, che decise di restituire a Roma questo importante monumento. E’ stata data maggiore visibilità e importanza ai musei e agli spazi espositivi interni e 7 anni dopo è stata aperta la terrazza panoramica.

Oggi è un monumento simbolico per l’Italia, tant’è che il 25 Aprile (anniversario liberazione d’Italia), il 2 giugno (Festa della Repubblica) e il 4 novembre (festa delle Forze Armate) il Presidente della Repubblica rende omaggio al milite ignoto deponendo una corona d’alloro, a ricordo di tutti coloro che sono morti durante le guerre per la Patria. Una fiamma arde incessantemente custodita da impassibili guardie d’onore.

Curiosità

Il marmo - Inizialmente il Vittoriano doveva essere realizzato in marmo di Carrara, ma il costo troppo elevato di questo pregiato materiale (lo stesso usato da Michelangelo), fece dirottare la scelta sul marmo di Botticino (località vicino Brescia), che presenta una colorazione più “calda”, tendente al giallo.

Gli scavi - Durante gli scavi ovviamente riaffiorano resti delle stratificazioni della città, fra cui mura, cave e vari reperti archeologici. Fra i più singolari ritrovamenti emersero anche dei resti di Mammuth! Purtroppo con gli scavi vennero distrutti anche molti edifici in una zona storica di Roma, contro questa decisione si opposero invano l’allora sindaco di Roma Leopoldo Torlonia e l’archeologo Rodolfo Lanciani.

La statua equestre del Re - La statua del Re Vittorio Emanuele II fu realizzata con 50 tonnellate di bronzo ottenuto fondendo i cannoni dell’esercito del Regno d’Italia. Il cavallo è lungo 12 metri e venne trasportato a pezzi e riassemblato sul posto. E' passata alla storia il rinfresco a base di vermouth e panini, tenutosi nella pancia del cavallo, capace di "ospitare" per l'occasione oltre 20 persone! (fotografie d'epoca testimoniano il momento). Anche la statua del Re è imponente, basti pensare che i suoi baffi sono lunghi 1 metro ciascuno!

Le mostre

Al suo interno, oltre al Museo dedicato al Risorgimento – c’è persino la barella che trasportò Garibaldi ferito! – e al Sacrario delle Bandiere, c’è un importante polo espositivo dove si tengono importanti mostre durante l’anno (oltre 700 mq). Su questo sito trovate le mostre in corso http://www.ilvittoriano.com/

Negli anni il Vittoriano si è guadagnato i soprannomi più bizzari: la wedding cake, la macchina da scrivere, la scrivania… e da molti viene visto in maniera beffarda. Tuttavia rimane un luogo dove è necessario portare rispetto, perché ancor prima che politica o simbolica, la sua valenza è storico-architettonica.

La Terrazza delle Quadrighe

Dal 2007 è possibile salire in cima con l’ascensore panoramico in vetro, per godere di uno dei migliori panorama di Roma a 360 gradi. La terrazza offre una vista migliore per posizione rispetto alla Cupola di San Pietro o alla sommità di Castel Sant’Angelo, ed è l’ideale per scattare foto ai fori imperiali, al Pantheon, San Pietro, via del Corso…


Tramite i due ascensori che contengono fino ad una dozzina di persone si possono percorrono 80 metri in circa 30 secondi. L'accesso alla terrazza è a pagamento (7 €).
E’ possibile salire in terrazza normalmente fino alle 18.45, ma in estate anche dopo il tramonto. C’è anche un bar per bere o mangiare qualcosa.


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